Per dare una dimostrazione dell’applicazione di un modello SIR, abbiamo deciso di applicarlo alla
regione Emilia-Romagna sul periodo precedente al lock-down del 09 Marzo 2020.
Il perimetro scelto è quello che più si avvicina alle ipotesi alla base del modello SIR: dopo il
lockdown si perde definitivamente il concetto di popolazione equamente distribuita quindi il modello
risulterebbe veramente poco accurato. Fissando N come il numero di residenti in Emilia-Romagna, abbiamo
stimato il Trasmission Rate (numero di persone che un soggetto infetto può contagiare in un giorno) e il
Recovery Rate (percentuale di infetti che guariscono al giorno) applicando un processo
Total Data-Driven . Testando su più di 4.000 modelli diversi con diverse combinazioni
di parametri, abbiamo individuato il modello che riduce al minimo la differenza tra i dati rilevati e i
dati previsti dal modello. La metrica utilizzata per individuare il modello migliore è il Root Mean
Square Error (RMSE), una misura di errore tra i valori rilevati e i valori previsti dal modello. Esso si
calcola come:
$$RMSE = \sqrt { \sum_{i=1}^{n} {(\hat y_i - y_i)^2 \over n}} $$
In sostanza, tratta di una media delle differenze tra i risultati del modello e i valori reali,
effettivamente registrati. Notare che gli errori vengono elevati al quadrato per evitare che valori
positivi e negativi possano annullarsi l'uno con l'altro. Con questa misura, inoltre, gli errori di
valore maggiore vengono amplificati, caratteristica che privilegia l’individuazione di modelli che
minimizzano gli errori di valore maggiore.
Non tutti i modelli sono facilmente comprensibili come il SIR. Algoritmi più complessi (come SIS, SEIR,
SEIS, SIDARTHE), eliminando o allentando alcune forti assunzioni del modello SIR, riescono ad adattarsi
maggiormente alla realtà. Per esempio, alcuni modelli permettono di considerare i periodi di incubazione
di un patogeno oppure altri permettono di considerare eventuali restrizioni come l’isolamento.
Stiamo affrontando una patologia estremamente virale. Registrare un R0 di
2.8, facendo un rapido calcolo, significa che 3 persone ne contagiano 8, che ne contagiano a loro volta
22, che ne contagiano a loro volta altre 61 e così via.
Proiettando le nostre stime fino a inizio giugno, è emerso che avremmo potuto raggiungere più di 1M di
infetti entro la prima metà di Aprile. Questa è una stima approssimata ma aiuta a dedurre l’elevata
portata che il COVID19 avrebbe potuto assumere.
Le restrizioni emanate hanno permesso di ridurre significativamente il fattore R0 rallentando
di conseguenza l’impatto della pandemia. Ma è comunque necessaria la cooperazione di tutti affinché si
ottengano gli effetti attesi.
È molto importante ridurre il fattore R0 rispettando le indicazioni diffuse in questi giorni:
- Isolamento, ovvero rimanere per quanto possibile nella propria abitazione
- Distanziamento, mantenendo la distanza di sicurezza in presenza di altre persone
- Igiene
Attraverso lo sviluppo di un simulatore, è qui possibile sperimentare direttamente come i nostri
comportamenti quotidiani possano influenzare l’R0 e di conseguenza ridurre la velocità del
contagio.